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martedì 8 agosto 2017

linguistica applicata ai Social Networks

e quindi insomma nulla, la neo-lingua dilaga. "Comunista" e "femminista" son diventati insulti, il proletariato non esiste piu', il fascismo e' una moda carina come tante altre.
Ed il peggiore insulto per una donna? "puttana pompinara", ovvio, mentre il complimento migliore "madre di famiglia". E non esiste donna che se gli dici che non e' figa non crolli a terra tremando di pianto, ci mancherebbe! Poi ci sono le vecchiacce acide, quelle mai toccate dalla santita' del Cazzo Salvatore, ma che con un meritatissimo stupro potrebbero riacquistar la ragione e diventare buone spose umili e sottomesse (forse).
Quindo vi dico che ci tengo tantissimo ad essere considerata un'erinni rabbiosa sociopatica da tenere lontana da quelle brave, piccolissime, mediocri persone che sembrano uscite paro paro da "cara piccola borghesia", ho i miei incrollabili, ferocissimi motivi.


Borghesia - Claudio Lolli

sabato 21 marzo 2015

Arbeit macht Frei

"Nonostante alcune contrarie apparenze, il disconoscimento, il vilipendio del valore morale del lavoro era ed è essenziale al mito fascista in tutte le sue forme. Sotto ogni militarismo, colonialismo, corporativismo sta la volontà precisa, da parte di una classe, di sfruttare il lavoro altrui, e ad un tempo di negargli ogni valore umano. Questa volontà appare già chiara nell’aspetto antioperaio che il fascismo italiano assume fin dai primi anni, e va affermandosi con sempre maggior precisione nella evoluzione del fascismo nella sua versione tedesca, fino alle massicce deportazioni in Germania di lavoratori provenienti da tutti i paesi occupati, ma trova il suo coronamento, ed insieme la sua riduzione all’assurdo, nell’universo concentrazionario.
Allo stesso scopo tende l’esaltazione della violenza, essa pure essenziale al fascismo: il manganello, che presto assurge a valore simbolico, è lo strumento con cui si stimolano al lavoro gli animali da soma e da traino.Il carattere sperimentale dei Lager è oggi evidente, e suscita un intenso orrore retrospettivo. Oggi sappiamo che i Lager tedeschi, sia quelli di lavoro che quelli di sterminio, non erano, per così dire, un sottoprodotto di condizioni nazionali di emergenza (la rivoluzione nazista prima, la guerra poi); non erano una triste necessità transitoria, bensì i primi, precoci germogli dell’Ordine Nuovo. Nell’Ordine Nuovo, alcune razze umane (ebrei, zingari) sarebbero state spente; altre ad esempio gli slavi in genere ed i russi in specie sarebbero state asservite e sottoposte ad un regime di degradazione biologica accuratamente studiato, onde trasformarne gli individui in buoni animali da fatica, analfabeti, privi di qualsiasi iniziativa, incapaci di ribellione e di critica.
I Lager furono dunque, in sostanza «impianti piloti» anticipazioni del futuro assegnato all’Europa nei piani nazisti. Alla luce di queste considerazioni, frasi come quella di Auschwitz, «Il lavoro rende liberi», o come quella di Buchenwald, «Ad ognuno il suo», assumono un significato preciso e sinistro. Sono, a loro volta, anticipazioni delle nuove tavole della Legge, dettata dal padrone allo schiavo, e valida solo per quest’ultimo.
Se il fascismo avesse prevalso, l’Europa intera si sarebbe trasformata in un complesso sistema di campi di lavoro forzato e di sterminio, e quelle parole, cinicamente edificanti, si sarebbero lette sulla porta di ingresso di tutte le officine e di tutti i cantieri."
-Primo Levi, in «Triangolo Rosso», Aned, novembre 1959.-


Non so perchè' mi vengono in mente, a leggere queste parole, certi simpatici personaggi odierni che firmano accordi e leggi che riguardano proprio il lavoro ed i lavoratori...