sabato 21 marzo 2015

Arbeit macht Frei

"Nonostante alcune contrarie apparenze, il disconoscimento, il vilipendio del valore morale del lavoro era ed è essenziale al mito fascista in tutte le sue forme. Sotto ogni militarismo, colonialismo, corporativismo sta la volontà precisa, da parte di una classe, di sfruttare il lavoro altrui, e ad un tempo di negargli ogni valore umano. Questa volontà appare già chiara nell’aspetto antioperaio che il fascismo italiano assume fin dai primi anni, e va affermandosi con sempre maggior precisione nella evoluzione del fascismo nella sua versione tedesca, fino alle massicce deportazioni in Germania di lavoratori provenienti da tutti i paesi occupati, ma trova il suo coronamento, ed insieme la sua riduzione all’assurdo, nell’universo concentrazionario.
Allo stesso scopo tende l’esaltazione della violenza, essa pure essenziale al fascismo: il manganello, che presto assurge a valore simbolico, è lo strumento con cui si stimolano al lavoro gli animali da soma e da traino.Il carattere sperimentale dei Lager è oggi evidente, e suscita un intenso orrore retrospettivo. Oggi sappiamo che i Lager tedeschi, sia quelli di lavoro che quelli di sterminio, non erano, per così dire, un sottoprodotto di condizioni nazionali di emergenza (la rivoluzione nazista prima, la guerra poi); non erano una triste necessità transitoria, bensì i primi, precoci germogli dell’Ordine Nuovo. Nell’Ordine Nuovo, alcune razze umane (ebrei, zingari) sarebbero state spente; altre ad esempio gli slavi in genere ed i russi in specie sarebbero state asservite e sottoposte ad un regime di degradazione biologica accuratamente studiato, onde trasformarne gli individui in buoni animali da fatica, analfabeti, privi di qualsiasi iniziativa, incapaci di ribellione e di critica.
I Lager furono dunque, in sostanza «impianti piloti» anticipazioni del futuro assegnato all’Europa nei piani nazisti. Alla luce di queste considerazioni, frasi come quella di Auschwitz, «Il lavoro rende liberi», o come quella di Buchenwald, «Ad ognuno il suo», assumono un significato preciso e sinistro. Sono, a loro volta, anticipazioni delle nuove tavole della Legge, dettata dal padrone allo schiavo, e valida solo per quest’ultimo.
Se il fascismo avesse prevalso, l’Europa intera si sarebbe trasformata in un complesso sistema di campi di lavoro forzato e di sterminio, e quelle parole, cinicamente edificanti, si sarebbero lette sulla porta di ingresso di tutte le officine e di tutti i cantieri."
-Primo Levi, in «Triangolo Rosso», Aned, novembre 1959.-


Non so perchè' mi vengono in mente, a leggere queste parole, certi simpatici personaggi odierni che firmano accordi e leggi che riguardano proprio il lavoro ed i lavoratori...

sabato 21 febbraio 2015

Gioie del rientro...

Il bello di lavorare in un cazzo di ospedale dove si deve risparmiare all'osso, sempre sulla pelle dei lavoratori e degli utenti.
Non fai in tempo a scendere dalla scaletta dell'aereo che ti ha riportato a casa (che gia' questo e' fonte di gioia), che arriva la fatidica telefonata:
"non e' che potresti rientrare un giorno prima, domenica pomeriggio, perche' sai, manca una in reparto la mattina, e quindi bisogna andare a sostituirla, e allora se tu rientri in sala una del pomeriggio scambia con la mattina e quindi un'altra puo' andare in reparto".
Al secondo giro mi era gia' venuto mal di testa, ma in sostanza la storia e' che ho vinto una domenica pomeriggio al lavoro.
Ok, capita, ma capita talmente di frequente...
Capita che la gente si ammali, che i figli piccoli si ammalino, che una voglia un giorno di ferie...e che non ci sia mai verso di pianificare tutto, visto le carenze prevedibili. Chiaro che se i numeri sono al minimo, basta nulla per farli saltare.
E succede in continuazione.
L'importante e' risparmiare...

Bon, vediamo di sfogarsi e divertirsi il sabato sera, che domani da divertirsi ci sara' ben poco.


Piero Ciampi - Andare Camminare Lavorare

venerdì 20 febbraio 2015

Tornare.

Tornare a casa da una brevissima vacanza.
Nulla di che', un voletto Ryanair da straccioni col loro bravo foglio A4 al posto del biglietto e la valigia dalle misure precisissime pressata all'inverosimile, un appartamento trovato via Internet fra quelli piu' economici, qualche idea sul soggiorno.
La scusa ufficiale era il RosenMontag, il carnevale di Dusseldorf.
Bello, per carita'...il Carnevale in Germania e' sentito moltissimo.
E poi un po' di turismo spicciolo, shopping, qualche monumento, il LungoReno...
Il motivo vero era scappare, ovviamente.
Andarsene, lasciarsi alle spalle la propria vita e vedere come potrebbe essere un'altra, in un altro luogo, piu' facile o piu' difficile, comunque diversa.
Altri ritmi, altra gente, altri luoghi.
Andarsene e' un'idea che accarezzo da troppo tempo.
Forse e' giunto il momento di prendere decisioni vere.
Poster - Claudio Baglioni

venerdì 5 settembre 2014

sì, viaggiare.

Ferie, vacanze, viaggi.
Domattina si, parte, Cappadocia-Antichi Regni.
2 settimane in Turchia....

E allora voglio cantarla, Istanbul che un tempo era Bisanzio e poi divento' Costantinopoli.

Bisanzio  Costantinopoli e  Istanbul che ricorda istintivamente Venezia ...ma ricordate che Istanbul non è Costantinopoli.
E c'e' sempre una  Viaggiatrice che la scopre per la prima volta o che ci torna volentieri.
Sì, viaggiare.

Bye, ci risentiamo verso fine mese.




venerdì 8 agosto 2014

Migranti

"In quegli anni partirono per il Belgio 140'000 lavoratori, 18'000 donne e 29'000 bambini, moltissimi di loro erano di San Giovanni in Fiore, Caccuri, Cerenzia, Castelsilano, Santa Severina, Rocca Bernarda, Savelli, Scandale, di tutta la Sila e dell'intero Marchesato di Crotone. Un fiume di Calabresi giunse in Belgio con i convogli ferroviari che partivano da Milano."

l' 8 agosto 1956 136 di questi migranti rimasero soffocati nella miniera di carbone di Marcinelle, in Belgio, insieme ad altri poveri cristi di altre nazionalità, per un totale di 262 morti.

58 anni dopo non se ne ricorda più nessuno di quando i migranti sudici, in miseria e portatori di malattie eravamo noi.

Facile dimenticare.


martedì 5 agosto 2014

Italicus

"Qualcuno era comunista perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera"



Gia', l'Italicus...se lo ricorda qualcuno quel povero treno che da Roma voleva andare a Monaco di Baviera ma si fermo' a San Benedetto Val di Sambro, prima di Bologna?
Un po' di tritolo e via, 12 morti, neanche tanti...fosse esploso dentro la galleria, come volevano gli attentatori, sarebbero stati molti di piu', come per il rapido 904 (anche quello, chi se lo ricorda? E come si fa a ricordarsele tutte?), invece esplose fuori. Accusata la colonna toscana di Ordine Nuovo, un gruppetto non indovinerete mai di che matrice. Neofascisti, toh, avete indovinato. Quelli che ora hanno diritto agli spazi democratici di confronto e discussione. C'e' un bellissimo spazio democratico di confronto e discussione fra le stazioni di Firenze e Bologna. Il tritolo portatelo voi.
Sono passati 40 anni da quella strage. Naturalmente nessuno è stato condannato, ci mancherebbe...che vuoi che sia un attentatino fra amici?
C'è giusto qualche vecchio bacucco che se lo ricorda...ma prima o poi smetteranno anche loro, no?

NO. Non io.

Buon anniversario


Giorgio Gaber - qualcuno era comunista

sabato 28 giugno 2014

...stasera nessuna festa.

no, purtroppo no.
E si che di motivi per festeggiare ce ne sarebbero...o meglio, ce ne sarebbe almeno uno: la Specializzazione di 7 nuovi ginecologi (a voler essere precisi, 6 ginecologhe ed 1 ginecologo). E già, giovedì la discussione della tesi e 5 lunghi anni a Careggi's Beach si sono conclusi con un riconoscimento accademico e tante grazie.
Storia di tutti gli anni, e tutti gli anni i neo specialisti organizzano una festa per salutare chi li accompagnati, piu' o meno volentieri, più o meno bene in questo percorso.
Cosi' doveva essere anche quest'anno: una bella festa in piscina in uno dei luoghi più amati di Firenze, il parco delle Cascine ed il locale annesso alla piscina delle Pavoniere, con aperitivo, cena, musica e tuffo notturno nell'acqua intiepidita dal sole estivo.
Non sarà cosi', stasera niente festa. Iersera, venerdì 27 giugno, un grosso ramo di un albero si e' staccato cosi', senza segni premonitori, senza che ci fosse vento forte o pioggia battente o altro. Si e' staccato ed ha colpito, uccidendola, una donna di 51 anni che era a frescheggiare con la nipotina di 2, che adesso e' in ospedale in condizioni gravissime.
Cascine chiuse, locale serrato, zona transennata, consueto balletto di domande. Fatalità? Destino? Scarsa manutenzione? Di chi e' la colpa?
Il sindaco, dott. Nardella, e' intervenuto subito sul luogo dell'incidente. Foto sue campeggiano su diversi quotidiani, non ho letto le sue dichiarazioni e non andrò a cercarle.
In compenso ho letto la dichiarazione di un consigliere comunale, Tommaso Grassi, che molto spesso e' in sintonia con quello che penso.
La piccola sembra sia in coma cerebrale. Non voglio pensare a cosa stanno vivendo i genitori ed i nonni...
La festa, forse, la faremo in un'altra data ed un altro luogo.
Per quella famiglia di feste non ce ne saranno più.
 edit:
nel tardo pomeriggio e' stata dichiarata la morte cerebrale anche della piccola Alice. I genitori hanno autorizzato l'espianto degli organi.