lunedì 29 agosto 2016

l'estate sta finendo...

...e io sono al mare.
Non e' stata affatto una brutta estate, a livello personale. Iniziata il 21 aprile, quando sono tornata dal Sud Sudan, e mi sono ritrovata disoccupata ma con qualche soldo da parte e la prospettiva di un lavoro da riprendere a settembre. Quindi vacanze lunghe a tutto tondo, come non succedeva dai tempi della scuola, sfruttate tra viaggetti (Nizza, La Germania,  Siviglia, Pompei, la Slovenia, gli USA), tanto mare (nella cara, vecchia, meravigliosa Maremma), qualche fine settimana a zonzo nei dintorni, parecchio dolce far nulla. Avevo fatto, come sempre, tanti progetti costruttivi (palestra, studiare, dieta...) e come sempre sono miseramente morti senza troppi rimpianti: la fatica fa poco per me.
Mi sono fatta parecchi regali (terme, macchina fotografica, vestiti, scarpe, estetista...mi sono trattata bene) ed ho visto dei bellissimi posti.
Insomma, sono stata bene. Nel frattempo, nel mondo tante cose andavano storte.
Attentati, guerre, terremoti...una triste litania di morti e distruzioni che hanno segnato col sangue il 2016.
In Sud Sudan le cose sono andate malissimo: avevo lasciato un paese con quella che sembrava una parvenza di fragile tranquillità e qualche speranza, in questi 5 mesi e' successo di tutto, compresi assalti ai cooperanti.
Fra 3 settimane ripartiro' per Wau. Sembra che adesso sia tranquilla, ma come sempre sara' una tranquillita' senza alcuna base, pronta a trasformarsi in tragedia violenta in un attimo.
Nel frattempo, mi godo gli ultimi sprazzi di vacanza in Maremma, lontana da tutto e tutti.
Vi lascio uno dei ricordi piu' belli di questa lunga vacanza: Il concerto di David Gilmour a Pompei.
Io c'ero.
A presto!

venerdì 15 luglio 2016

Nizza

e quindi si ricomincia la solita, miserabile litania...
"ammazziamoli tutti, affondiamo i barconi, tornino a casa loro, difendiamo il nostro stile di vita occidentale!".
Il nostro "stile di vita occidentale" fra le altre cose comprende lo Stato di Diritto, che prevede un giusto ed equo processo per ogni sospettato e la sentenza di colpevolezza solo al termine dell'iter giudiziario. Se siete passati ai processi sommari di gente che non c'entra nulla con l'attentatore, a parte l'appartenenza ad una religione che comprende circa 2 miliardi di persone, lo stile di vita occidentale l'avete gia' perso e siete uguali a quelli che uccidono a casaccio gente che passa; siete dei perfetti jihadisti. E fra parentesi vorrei pure far notare che tantissimi dei disperati che arrivano qui non sono di quella stessa religione: pochi giorni fa un morto ammazzato da un cazzotto fascista "allegrone". Ma il tipo era nero, quindi fa lo stesso. In tutto questo, i morti di Nizza sono ancora caldi. Mi fa tenerezza pensare ai miei parenti ed amici preoccupati che io torni in Sud Sudan perche' c'e' la guerra: Nizza e' stata la prima gita che ho fatto appena sono rientrata, ad aprile, per l'addio al nubilato di una mia amica che si è sposata a giugno. Se qualcuno si ricorda, ho postato diverse foto fatte proprio sulla Promenade des Anglais. Ci sono posti in cui 85 morti e 100 feriti fanno parte della quotidianita'. Non da noi, non qui. Non voglio la guerra: ne' qui, ne' da nessun'altra parte del mondo. Non siamo in una torre dorata isolata dal mondo. Se da qualche parte c'e' una guerra, ci riguarda, eccome se ci riguarda. Soprattutto se le armi usate provengono da casa nostra. E no, i morti non sono mai abbastanza lontani.

lunedì 16 maggio 2016

Un tranquillo giorno a Dusseldorf

Dove eravamo rimasti? Ho finito il primo incarico in Sud Sudan, sono rientrata in Italia il 21 aprile. E siccome mi sono licenziata dal mio vecchio posto di lavoro, sto trascorrendo un delizioso periodo di vacanze prima del prossimo incarico, sempre a Wau, di altri 8 mesi. Per adesso, sto viaggiando per l'Europa, impegnatissima nel "dolce far niente".
Da qualche giorno sono a Dusseldorf, Germania (quasi Olanda).
Una citta' che conosco bene e che apprezzo molto...e chissa' che non ci finisca a vivere, in un futuro non cosi' remoto.
Ma niente progetti per oggi.
Oggi vi voglio solo raccontare del "pranzo lento girovagante", ovvero come trascorrere una giornata di tempo cosi' cosi' in perfetta e meravigliosa pigrizia.
Consiste nel consumare un normale pranzo composto da 5 portate (antipasto, zuppa, piatto principale, dolce e caffe') in 5 locali diversi, il tutto innaffiandolo con un numero di bicchieri di birra imprecisato ma comunque considerevole (diciamo che dopo il decimo ho perso il conto, ma in Germania mica si contano i bicchieri di birra...)
Si comincia con un antipastino leggero a base di tapas spagnole verso mezzogiorno , accompagnato da 3 bicchierini (no, non i boccali da un litro come a Monaco, qui a DDorf vanno i bicchierini da 0,250 che vanno giu' che manco li senti...), e si tira il tocco e mezzo, poi passeggiatina e verso le 2 si arriva a prendere una buona goulaschsuppe calda con qualche altro bicchierino. Alle 4 (che fretta c'e', qui mica chiudono le cucine...) in un'antica birreria del centro per una maestoso stinco con patate (senza i pestilenziali crauti che proprio non li reggo). Verso le 6 ci vuole una cosina dolce, e quindi gelatino cioccoloso (qui i gelati si consumano anche con 10 gradi sottozero) al locale fintissimo italiano ma comunque carino. E poi, dopo ulteriore passeggiatina, si finisce col caffe' "quasi" espresso verso le 8. Che sarebbe gia' ora di cena, ma non so perche' non ho una gran fame. Quindi basta una fruttina per non perdere l'abitudine, poi ci sta un liquorino (che sarebbe quello tipico di DDorf, che non mi ricordo come si chiama ma ha un gradevole sapore di sciroppo per la tosse...ma a loro gli garba tanto) e poi direi che siamo pronti per crollare miseramente.
Buona digestione.

venerdì 22 gennaio 2016

Mestruazioni

Come mi hanno rivelato gli ultimi dosaggi ormonali che ho fatto, sono ancora lontana dalla menopausa.
CHE PALLE!
Ho avuto il menarca a 10 anni (in quinta elementare) e quindi sono 40 anni esatti che sono a lottare con coliche, mal di schiena, mal di testa, abiti e lenzuola inzaccherate e momenti di panico quando non arrivavano.
Pero' sono nata in quella parte del mondo in cui esiste il Buscopan (l'ho fatto rincarare), gli assorbenti con le ali, gli OB (quelli verdi, giganti), ed appartengo a quella generazione che se un giorno sta davvero male puo' permettersi di stare a casa con la borsa dell'acqua calda e riscuote lo stipendio lo stesso. Lussi incredibili.
E soprattutto, sono nata in quella parte di pianeta Terra ed in quell'epoca in cui le donne le mestruazioni ce le hanno regolarmente, non sono solo un pallido ricordo fra una gravidanza e l'altra.
Previlegi immensi di cui mi ero resa poco conto, prima di toccarli con mano qui.
Ho preso la pillola (il Diane, una bomba) per quasi trent'anni....ed ora eccomi qui ad aspettare di mandare tutto al diavolo ed entrare nella vecchiaia.
Che se rimango nella media delle donne italiane durera' una trentina abbondante di anni.
E questo e' un previlegio immenso, perche' da altre parti (per esempio qui) la vita media e' sui 40 anni.
Questo articolo e' molto interessante: parla proprio di mestruazioni.
Buona lettura.

Oh, se qualcuni si chiedesse che posto e' il "qui" a cui mi riferisco....
Beh, da 5 mesi lavoro a Wau per nulla ridente (anzi) cittadina del South Sudan.
Salutoni

martedì 21 luglio 2015

Anniversari.

Beh, sembrava impossibile, perche' diciamocelo, 50 anni sono un bel pezzo di strada.
L'ho fatta tutta, ed oggi sono a 50.

21 luglio 1965, 21 luglio 2015.


"e non cancellatemi le rughe, ci ho messo tutta la vita a farmele venire"


martedì 12 maggio 2015

La mia Africa...

Pensare, pensare ancora, prepararsi, poi ripensarci, avere paura, desiderio, timore.
Voglia di fuggire e voglia di sfidarsi, paura, paura di cambiare e paura di rimanere fermi, bisogno di scoprire cose nuove e voglia di chiudersi nelle proprie sicurezze.
Paura, sempre paura.
Alla fine, la follia, il colpo di coda, il bisogno bruciante di andarsene.

"sai cosa si fa quando non se ne puo' piu'? Si cambia".

Me ne vado.

Il 22 luglio lascero' Firenze per l'Africa.
Il Sud Sudan, per la precisione.
Un paese appena nato e dilaniato dalla guerra civile.
Un incarico come cooperante in un ospedale missionario a Wau, citta' di cui fino a 5 mesi fa ignoravo l'esistenza.

9 mesi a fare l'ostetrica in Africa.

Forse sara' la mia Africa o forse diventera' la mia tomba, o una delusione, o un'esperienza da poco...

Comunque e' una sfida.






sabato 21 marzo 2015

Arbeit macht Frei

"Nonostante alcune contrarie apparenze, il disconoscimento, il vilipendio del valore morale del lavoro era ed è essenziale al mito fascista in tutte le sue forme. Sotto ogni militarismo, colonialismo, corporativismo sta la volontà precisa, da parte di una classe, di sfruttare il lavoro altrui, e ad un tempo di negargli ogni valore umano. Questa volontà appare già chiara nell’aspetto antioperaio che il fascismo italiano assume fin dai primi anni, e va affermandosi con sempre maggior precisione nella evoluzione del fascismo nella sua versione tedesca, fino alle massicce deportazioni in Germania di lavoratori provenienti da tutti i paesi occupati, ma trova il suo coronamento, ed insieme la sua riduzione all’assurdo, nell’universo concentrazionario.
Allo stesso scopo tende l’esaltazione della violenza, essa pure essenziale al fascismo: il manganello, che presto assurge a valore simbolico, è lo strumento con cui si stimolano al lavoro gli animali da soma e da traino.Il carattere sperimentale dei Lager è oggi evidente, e suscita un intenso orrore retrospettivo. Oggi sappiamo che i Lager tedeschi, sia quelli di lavoro che quelli di sterminio, non erano, per così dire, un sottoprodotto di condizioni nazionali di emergenza (la rivoluzione nazista prima, la guerra poi); non erano una triste necessità transitoria, bensì i primi, precoci germogli dell’Ordine Nuovo. Nell’Ordine Nuovo, alcune razze umane (ebrei, zingari) sarebbero state spente; altre ad esempio gli slavi in genere ed i russi in specie sarebbero state asservite e sottoposte ad un regime di degradazione biologica accuratamente studiato, onde trasformarne gli individui in buoni animali da fatica, analfabeti, privi di qualsiasi iniziativa, incapaci di ribellione e di critica.
I Lager furono dunque, in sostanza «impianti piloti» anticipazioni del futuro assegnato all’Europa nei piani nazisti. Alla luce di queste considerazioni, frasi come quella di Auschwitz, «Il lavoro rende liberi», o come quella di Buchenwald, «Ad ognuno il suo», assumono un significato preciso e sinistro. Sono, a loro volta, anticipazioni delle nuove tavole della Legge, dettata dal padrone allo schiavo, e valida solo per quest’ultimo.
Se il fascismo avesse prevalso, l’Europa intera si sarebbe trasformata in un complesso sistema di campi di lavoro forzato e di sterminio, e quelle parole, cinicamente edificanti, si sarebbero lette sulla porta di ingresso di tutte le officine e di tutti i cantieri."
-Primo Levi, in «Triangolo Rosso», Aned, novembre 1959.-


Non so perchè' mi vengono in mente, a leggere queste parole, certi simpatici personaggi odierni che firmano accordi e leggi che riguardano proprio il lavoro ed i lavoratori...