giovedì 11 ottobre 2012

di miele e di sangue.

I casi della vita.
Sono uscita da Careggi's Beach, ieri, verso le 17....pranzo saltato, as usual, ed una voragine nello stomaco.
Nella strada per tornare a casa c'e' una pasticceria deliziosa, appena all'inizio di Sesto Fiorentino, con un assortimento di dolcetti e salatini da paura...ed un delizioso aperitivo a partire dalle 17,30, piu o meno...
Mi son fermata a  mangiucchiare (esagerando, come sempre), e leggendo un quotidiano abbandonato fra i tavoli, su cui ho letto la notizia di una serata particolare nell'unico cinema di Sesto, proiezione gratuita del primo film come regista di Angiolina Jolie, ambientato nella Sarajevo assediata della guerra balcanica.
Tre ore dopo ero al cinema.
Poca gente, speravo Sesto fosse piu' presente in queste occasioni...
Film girato in serbo ed in inglese, mai doppiato o distribuito in Italia, ierisera c'era la versione in serbo sottotitolata....e subito partono i ricordi di antichi cineforum con dibattito a seguire, con film che li aveva visti probabilmente solo la mamma del regista e il fidanzato dell'attrice protagonista, nelle lingue meno conosciute di questo pianeta, le storie piu' incomprensibili di questo mondo ma con tanta ideologia dentro.
Non avrei mai creduto che li avrei rimpianti...invece e' andata proprio cosi'.
Non so dirvi se il film e' stato bello o meno....e' stato un pugno nello stomaco, una coltellata, un mattone nei denti.
Non riesco a vedere scene di stupro....superano la mia capacita' di sopportazione. Nel film ce ne sono state molte.
Sono stata l'anno scorso, a luglio, a Sarajevo....c'ero stata da bambina, prima e dopo le olimpiadi, e ne serbavo il ricordo di una citta' bella, ricca, vivace, elegante...
Quando sono tornata, l'anno scorso, in pieno festival del Cinema (abbiamo scoperto che ci sarebbe stata anche la Jolie, anche se ovviamente non l'abbiamo vista), ho ritrovato una citta bella, vivace, stimolante.
Ci sono ancora palazzi sforacchiati, muri bruciati, scheletri di costruzioni e buche di granate nel terreno.
Ma un viaggiatore distratto, se non sapesse cosa e' successo a Sarajevo, probabilmente non si sarebbe accorto di nulla.
E' da ierisera che ripenso a quel film, a Sarajevo, agli stupri etnici, ai morti.
Oggi ho cercato qualche notizia in piu' sul film, e fatalmente ho ricominciato a leggere notizie su quella guerra. Ho scoperto che in aprile di quest'anno sono stati 20 anni dall'inizio dell'assedio, e che in citta' l'hanno ricordato questo anniversario con un grande concerto in piazza, per il quale erano state disposte 11.541 sedie davanti al palco, lungo il viale Tito.
Vuote. Rosse.
Una per ogni vittima dell'assedio.
11.541 morti in poco piu' di 3 anni.
 

Il film si intitola "In the land of blood and honey". Forse non e' un bel film, non so...
Se vi capitasse, andate a vederlo.