venerdì 25 novembre 2011

Canzone del padre

Una delle canzoni che preferisco dall'album che preferisco del mio 
cantautore preferito. "Storia di un impiegato" e' uscito nel 1973, 
ed e' un disco politicamente schierato:
in quegli anni era praticamente la norma, e De Andre' non sfuggi' 
alla regola, scrivendo un intero album sulla storia di questo impiegato 
confuso all'ombradegli eventi del 1968.
Qui, una discussione sul significato di questa canzone che mi piace molto...
credo provenga dal caro, vecchio "it.fan.musica.de-andre", ma non ne sono 
sicura... All'epoca, l'album fu stroncato da quasi tutti, ora, come 
praticamente tutto quello che e' uscito dalle mani di Fabrizio, e' considerato 
un capolavoro...beh, io nel 1973 avevo 8 anni, e di sicuro non capii 
di cosa parlava.....pero' la voce e la musica di De Andre' mi sono 
sempre piaciute, ed adesso, a distanza di soli 
38 anni, eccomi qui  a strimpellare alla chitarra questa canzone:
 
la-  do sol la- la-  do sol la-

la- fa re- sol7 do la- fa mi-la- do sol fa la-



        la-                   do

vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi

       sol                    la-

solo i sogni che non fanno svegliare

                                 do

si vostro onore ma li voglio più grandi

           sol                      la-

c'è liì un posto lo ha lasciato tuo padre

                           fa                  sol     do

non dovrai che restare sul ponte e guardare le navi passare

       la-                   fa

le più piccole dirigile al fiume

                    mi-        la-

le più grandi sanno già dove andare

     do                sol

così son diventato mio padre

  fa                    la-           do                sol

ucciso in un sogno precedente il tribunale mi ha dato fiducia

                la-      mi-      la-   sol do fa do sol

assoluzione e delitto lo stesso movente

      la-                     do

e ora berto figlio della lavandaia

             sol                  la-

compagno di scuola preferisce imparare

                            do

a contare sulle antenne dei grilli

            sol                    la-

non usa mai bolle di sapone per giocare

                                           fa

seppelliva sua madre in un cimitero di lavatrici

                             sol        do

avvolta in un lenzuolo quasi come gli eroi

            la-                    fa

si fermò un attimo per suggerire a Dio

                mi-             la-

di continuare a farsi i fatti suoi

         do                         sol

e scappò via con la paura di arrugginire

       fa                              la-

il giornale di ieri lo da morto arrugginito

     do                  sol

i becchini ne raccolgono spesso 
la-      mi-     la-   sol do fa do sol

fra la gente che si lascia piovere addosso

       la-                     do

ho investito il denaro e gli affetti

          sol                    la-

banca e famiglia danno rendite sicure

                             do

con mia moglie si discute l'amore

          sol                  la-

ci sono distanze non ci sono paure

                                 fa

ma ogni notte lei si arrende più tardi

                       sol     do

vengono uomini c'è n'è uno più magro

         la-              fa

ha una valigia e due passaporti

                        mi-       la-

lei ha gli occhi di una donna che pago

      do                   sol

commissario io ti pago per questo

           fa                       la-

lei ha gli occhi di una donna che è mia

       do                   sol

l'uomo magro ha le mani occupate

               la-         mi-       la- sol do fa do sol

una valigia di ciondoli un foglio di via

       la-                         do

non ha più la faccia del suo primo hascish

                sol              la-

è il mio ultimo figlio il meno voluto

                            do

ha pochi stracci dove inciampare

                     sol                      la-

non gli importa di alzarsi neppure quando è caduto

                          fa

e i miei alibi prendono fuoco

                  sol       do

il Guttuso ancora da autenticare

          la-                    fa

adesso le fiamme mi avvolgono il letto

                     mi-      la-

questi sogni che non fanno svegliare

        do                    sol

vostro onore sei un figlio di troia

             fa                  la-

mi sveglio ancora e mi sveglio sudato

     do                 sol

ora aspettami fuori dal sogno

              la-         mi-       la-

ci vedremo davvero io ricomincio da capo


Canzone del padre - Fabrizio De Andre'